Le Origini del Parco Divertimenti Matherland

La vita è tutta una giostra!

Benvenuti a Matherland, il Luna Park più antico ed importante della Sardegna.

Le Origini.
Prima che sbarcasse nell’isola per non lasciarla mai più, questo parco giochi si chiamava Koska, dal nome dei fondatori, provenienti dalla Boemia. Siamo nella prima metà dell’Ottocento e la “giostra a cavalli” si muove ancora grazie alla forza umana. Soltanto successivamente sarà alimentata da un sistema a vapore. Un po’ come facevano le vecchie compagnie di saltimbanchi, la grande famiglia si sposta in mezza Europa e ogni volta che arriva in un luogo nuovo è una festa. Sarà così sino a un giorno del 1947, quando i proprietari di quella che adesso è diventata una cooperativa di servizi ricevono una proposta inattesa. Da Sassari.

L’arrivo in Sardegna.
La guerra è appena finita e l’Italia si sta faticosamente riprendendo dallo choc. Tra la gente c’è un gran voglia di leggerezza. «Fatto sta che a mio suocero, Luciano Matera, figlio di una Koska e all’epoca titolare del luna park, giunge una richiesta da due imprenditori sardi: erano il Commendator Pani, ramo autolinee, e Gino Delogu, un facoltoso macellaio», racconta Corrado Marengo, 74 anni, attuale “sindaco” di Matherland e memoria storica del luna park insieme con Gianna Bellucci, che nel campo c’è nata nel 1930. «I due – continua Marengo – intendevano organizzare una grande festa per il “Ferragosto sassarese” e volevano a tutti i costi piazzare il nostro “Muro della morte” all’emiciclo Garibaldi. Per farla breve, non solo l’accordo si fece ma i Koska-Matera s’innamorarono della Sardegna e non vollero più muoversi». Nomadi sì, quindi, ma all’interno di un’isola. «Una scelta che alla fine condizionò anche la mia vita – conclude Corrado Marengo –, perché frequentando proprio a Sassari questo luna park persi la testa per la figlia di Luciano, ci sposammo, e da quel momento anch’io iniziai a lavorare qua. Destino».

Matherland Le origini
Matherland Le origini

La vita quotidiana.
Ma come si svolge la vita all’interno del campo? «Al sorgere del sole – racconta Luciano – si comincia a sentire il rumore delle porte delle roulotte: sono i bambini che si preparano per andare a scuola e le donne che iniziano a fare i lavori all’interno della casa viaggiante. Nel frattempo gli uomini si occupano delle giostre: controllo dei livelli, manutenzioni varie, pulizie e così via. Tutto questo sino all’una, quando al rientro degli scolari ognuno pranza con la propria famiglia, ma ovviamente sempre in comunicazione con tutti».

Dopo mangiato, invece, regna il silenzio assoluto. «La siesta pomeridiana – continua Luciano – per noi è un rito imprescindibile. Soltanto al risveglio ci si prepara per l’ apertura del luna park: ognuno prende possesso della propria postazione e lì rimane sino alla chiusura del parco giochi, quando si ritorna in carovana, si va a cena e poi ci si ritrova tutti insieme a chiacchierare. Questo, naturalmente, se non ci sono imprevisti, che però si manifestano spesso sotto forma di forte vento o di temporali con temuti acquazzoni». Tra gli abitanti delle roulotte – che per inciso sono tutte pulitissime e attrezzate di televisori e collegamenti a internet – possono naturalmente nascere amori e anche piccoli screzi. «Ma tra noi – chiarisce Luciano – esiste comunque un fortissimo senso della solidarietà. Nessuno viene lasciato da solo o indietro: nelle carovane non ci si abbandona».

I giochi intramontabili.
Le migliori fabbriche al mondo di attrazioni per luna park sono in Italia, precisamente in Emilia-Romagna. Un’eccellenza della meccanica che qualcuno tenta invano di scopiazzare e che per qualche anno ha rischiato la concorrenza dei cosiddetti “gonfiabili” di plastica. Un moda ora relegata ai bambini più piccoli, perché basta dare un’occhiata alle preferenze degli avventori per capire che i giochi più richiesti sono sempre gli stessi. Dall’Autoscontro alla classica giostra con i seggiolini volanti (chiamata comunemente “Calcinculo”), dalla Ballerina girevole alle tradizionali montagne russe. Ma non mancano certo l’Ottovolante e il mitico Brucomela (ormai sostituito da Pluto). Insomma, la tecnologia regala sempre nuove versioni dei giochi con livelli elevatissimi di sicurezza, ma le attrazioni sostanzialmente restano sempre le stesse. Infatti funziona molto anche il Tirasségno. Intramontabile, infine, lo zucchero filato.

Per motivi di Sicurezza Generale e Prevenzione dal Coronavirus Covid-19, Matherland resterà chiuso fino al 13 Aprile 2020.